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EFFETTO DUSE 

La Divina Eleonora tra danza, musica e teatro
nel centenario della morte

 

di e con: Daniela Maccari

interpreti: Daniela Maccari e Ivan Ristallo

musiche di: Mozart, Schumann, Olafur Arnalds, Pink Martini, Puccini, Verdi, Schubert, Bau, Gershwin, Beethoven, Bregovic interpretato dalla fisarmonica di Daniele Mutino, Purcell
L'Improvviso Op. 90 Num.3 di Schubert e
l'adagio della Sonata Al Chiaro di Luna di Beethoven sono suonati da Franco Maccari

produzione: ASMED-CRID Sardegna

con il contributo di: MIC Ministero della Cultura e Regione Sardegna

Un racconto della Divina, della Signora, di una grande attrice… la più grande… attraverso emozioni, musica, danza, respiro, che ha visto la sua “premiere” pro-prio  in una ambientazione a lei cara, il Parco di San Rossore di Pisa, così vicino ai luoghi in cui Eleonora ha vissuto alcuni tra i momenti più intensi, drammatici e felici, della sua vita, palcoscenico delle sue passioni, sempre forti ed estreme. Un racconto di una grande donna, lucida e folle, ispirato da alcuni episodi della sua esistenza, così consapevolmente e fortemente vissuta.“Chi approda all’arte senza conoscenza della vita?” si domandava Eleonora.
Un racconto,attraverso il gesto, dell’arte della Duse così caratterizzata dai suoi gesti, dirompenti ed unici, a volte eccessivi e selvaggi, a volte minimi, invisibili, rasentando quasi l’immobilità; gesti ben scolpiti nella memoria di chi è stato suo pubblico.
Daniela Maccari, prima ballerina e coreografa di Lindsay Kemp e sua principale collaboratrice per molti anni, si avvicina alla Duse lasciandosi travolgere dall’in-tensità dell’arte di questa donna. La Duse non teorizza la novità che porta nel mondo del teatro, ma ce la affida soprattutto attraverso l’“effetto” travolgente che suscitava sul suo pubblico, lasciandolo in preda di forti emozioni, incredulo e scosso dalla verità e sincerità   che riusciva a portare in scena, trasformandosi in maniera viscerale nei suoi personaggi. La sua rivoluzione non fu soltanto un cambiamento stilistico.Con lei il teatro diventa una scossa, un’esperienza esisten-ziale e non una riflessione culturale, riuscendo a stabilire un rapporto quasi per-sonale con il singolo spettatore. “Sperimentare la Duse impreparato è qualcosa che trascende il potere della parola”, Hermann Bahr.“Colpiva il suo pubblico, lo rendeva ansimante”, Suzanne Despres. “L’impressione che ebbi allora, guardan-dola, fu di sgomento”, Luchino Visconti.               
Daniela Maccari “danza” questa donna rivoluzionaria e appassionata, sofferman-dosi su alcuni momenti della sua vita; una infanzia dura e nomade in una fami-glia di attori girovaghi, l’esigenza totale di libertà che la porterà a voler essere capocomica, i grandi amori, la perdita di un figlio, dato alla luce in gran segreto proprio a Marina di Pisa, la storia con D’Annunzio tra altezze di sublime poesia e drammi. Una vita intensa che non può non intrecciarsi a quella delle sue “donne”, dei suoi personaggi tanto amati, una su tutte la Margherita di Dumas, con la qua-le ha continuato a trasformarsi/identificarsi per tutta la sua vita.
“Si, la mia danza per questa serata particolare si è ispirata molto non solo alla pro-fondità dell’arte della Duse, ma proprio ai suoi gesti forti ed efficaci, così spesso descritti in lettere e commenti dei suoi spettatori, tanto da farmi credere, a volte, di leggere testimonianze riguardanti una danzatrice! D’altra parte “il gesto non mente!”, come diceva Lindsay Kemp. 
Lo spettacolo della durata di un’ora ha un apparato scenico semplicissimo: un leggio ed una sedia.Si presta inoltre a poter essere rappresentato in vari contesti, spazi teatrali tradizionali o spazi   suggestivi all’aperto o al chiuso.

 

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